• Cibo e sostenibilità: il ruolo della comunicazione

    Nell’anno di Expo, un convegno internazionale, organizzato da Ferpi, lo scorso 26 giugno a Milano, per declinare il ruolo globale delle relazioni pubbliche e della comunicazione nel migliorare la trasparenza di tutta la filiera del food, dalle policy all’industria, dalle strategie di sostenibilità al coinvolgimento dei consumatori.

    03/07/2015 | Eventi, Food | Commenti (0)

    di Redazione



Nell’anno di Expo, i temi dell’alimentazione e della sostenibilità dominano l’agenda dei media. Pensare ad un rapporto nuovo con il cibo e come impattare sempre meno sul Pianeta e sui suoi abitanti riguarda da vicino le realtà politiche ed istituzionali di tutto il mondo e sono alla base del percorso verso l’Urban Food Policy Pact che il Sindaco di Milano ha proposto ai sindaci di tutto il mondo, durante il summit della rete C40 a Johannesburg nel febbraio 2014. Il Comune di Milano, sta svolgendo in questi mesi diverse attività di confronto, discussione e costruzione di accordi per questo importante patto tra sindaci, che verrà siglato a conclusione di Expo, in particolare durante la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il 16 ottobre 2015, quando è prevista la visita a Milano del Segretario Generale delle Nazioni Unite. Si tratta di un patto tra le maggiori città del mondo, che si impegnano a costruire localmente sistemi alimentari equi e sostenibili, in parallelo ad altre iniziative di rete, quali ad esempio lo stesso C40, che vede le città impegnate sul fronte del cambiamento climatico.

In occasione dell’Annual General Meeting di Global Alliance, lo scorso 26 giugno, Ferpi ha ospitato a Milano, a Palazzo Reale, un convegno internazionale dal titolo “Food, Sustainability & Communication”, un momento di confronto fra le politiche di sviluppo futuro delle città metropolitane e le politiche per la sostenibilità messe in atto dalle filiere agroalimentari, per valutarne l’impatto e le reciproche influenze, anche in una logica di strategie di diffusione e comunicazione.

“Un’adozione quanto più diffusa dell’Urban Food Policy Pact dev’essere l’obiettivo per tutti gli attori della società che sono portatori di responsabilità, e dunque in primo luogo per le imprese. L’edizione 2015 dell’Annual General Meeting, e la concomitanza con Expo, offrono alle realtà produttive italiane un’occasione unica per contribuire a dare forma e contenuto a un accordo che potrà rendere il sistema alimentare delle città più equo e più sostenibile, traducendo la responsabilità sociale in azione concreta, convinta e soprattutto comune. E Ferpi è ben lieta di farsene sostenitore” è il messaggio di Patrizia Rutigliano, Presidente Ferpi.

Il ruolo della comunicazione in questo processo è stato sottolineato dal Presidente uscente di Global Alliance, Anne Gregory che ha dichiarato: “In linea con il tema di EXPO 2015, Nutrire il Pianeta, Energia per la vita, l’incontro organizzato da Ferpi nella giornata del 26 giugno rappresenta un’ottima occasione per analizzare il ruolo centrale svolto dalla comunicazione nel migliorare la trasparenza delle attività svolte dall’industria agroalimentare e nel favorire uno sviluppo sostenibile delle città”.

La mattinata è stata articolata in tre panel:

1. Milano e Londra: due metropoli di fronte alle sfide dell’alimentazione globale
2. Le imprese ed il futuro dell’alimentazione
3. Come comunicano le agenzie internazionali

 

Il primo panel ha visto contrapporsi vivacemente Rosie Boycott, Chair of London Food Board  con Maurizio Baruffi, Capo di Gabinetto del Comune di Milano, coordinati dalla giornalista de Il Sole 24 Ore, Laura La Posta. Secondo Rosie Boycott “è necessario rivedere il sistema di produzione del cibo, promuovendo un cambiamento nello stile di vita in direzione di un’alimentazione più sana”. “Le grandi aree urbane sono il luogo dove si mettono in atto le politiche contro la povertà alimentare e le malattie connesse alla malnutrizione”, ha spiegato Maurizio Baruffi. “Nelle città si può far molto per aumentare la consapevolezza sul cibo: per questo Milano ha invitato le altre grandi città a scrivere l’Urban Food Policy Pact, un testo che promuove i valori di sostenibilità ed equità, accompagnato da un manuale di buone pratiche che mette in evidenza il lavoro svolto ogni giorno dai sindaci in tema di alimentazione. Rispondere alla sfida di come nutrire le città richiede la collaborazione tra pubblico e privato su obiettivi sostenibili e concreti”.

 

Nell’introdurre il secondo panel, moderato da Toni Muzi Falconi, Michele Tesoro-Tess, Partner and Managing Director di Reputation Institute Italy and Middle East, ha dichiarato: “Siamo intervenuti al convegno per parlare dei temi dell’attuazione di politiche sostenibili. Dalle nostre ricerche emerge chiaramente quanto oggi stia crescendo il percepito dei cittadini rispetto a queste tematiche, rendendo lo sviluppo di politiche di sostenibilità una leva competitiva sia per le città sia per le imprese. Il nostro ruolo come comunicatori è quello di promuoverne la conoscenza, in quanto sono essenziali per valorizzare l’attrattività dei centri urbani e di conseguenza la crescita economica delle città. La sfida attuale è creare una sinergia tra le imprese e le città dove esse hanno sede, in modo da riuscire a veicolare messaggi credibili sul tema della sostenibilità”.

Voce fuori dal coro invece quella di Roberto Brazzale, Presidente del Gruppo Brazzale che, spiegando perché non firmerà la Carta di Milano, ha detto: “Non è attraverso una contrazione della crescita che riusciremo ad alimentare nove miliardi di esseri umani. Ci riusciremo, al contrario, attraverso la ricerca della massimizzazione del vantaggio individuale sia dal lato del consumatore/essere umano, sia dal lato del produttore di alimenti, ottenibili attraverso la continua ottimizzazione dei processi produttivi e dei prodotti. L’obiettivo è raggiungere gli stessi risultati usando meno risorse”.

“Partecipiamo a questo evento perché siamo convinti che la condivisione di buone pratiche da parte di aziende e organizzazioni nel campo dell’alimentazione sostenibile sia alla base di un nuovo modello di gestione, più equo e solidale, dell’intera filiera alimentare”, ha dichiarato Silvio De Girolamo, Group Chief Audit Executive & Sustainability di Autogrill. La Società lavora da anni nel business della ristorazione in viaggio realizzando attività e progetti concreti nella cornice di un modello di sostenibilità, Afuture, che orienta il business del Gruppo a livello internazionale”.

“Per Sodexo la ‘sostenibilità’ è un punto centrale della propria mission e strategia d’impresa”, ha sottolineato Sergio Satriano, CEO di Sodexo Motivations Solutions Italia. Tra le nostre 4 priorità c’è la promozione di una migliore nutrizione, per la salute e il benessere. Un recente esempio è “Think Green”, un servizio di ristorazione che si pone come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente e della salute dell’uomo attraverso la creazione di un ristorante ecosostenibile a ridotto impatto ambientale. Un altro caso concreto è il servizio sostitutivo di mensa organizzato per i dipendenti del comune e della Città Metropolitana di Milano”.

“Abbiamo partecipato a questo momento di confronto per allargare la conoscenza delle sfide e degli impegni che il mondo produttivo e agricolo sta affrontando, contribuendo a dare maggiore consapevolezza al pubblico”, ha osservato Paola Sidoti, Business & Marketing Communications Manager di Bayer CropScience. “Bayer CropScience crede e partecipa allo sviluppo del settore agricolo per il raggiungimento di una crescita sostenibile, in grado di rispondere all’aumento demografico previsto nei prossimi decenni, alla crescente urbanizzazione e al cambiamento delle abitudini alimentari. Da anni, infatti, promuoviamo lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile con prodotti e progetti innovativi, a livello globale e nazionale, inclusa un’iniziativa di comunicazione multimediale – colturaecultura.it – che vuole accompagnare i consumatori alla scoperta di come nasce quello che mangiamo e aiutare gli agricoltori a far conoscere e apprezzare il loro contributo”.

Ha concluso il panel Vittorio Cino, Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali di Coca-Cola Italia che ha parlato del progetto Ekocenter, “un’ulteriore testimonianza del forte impegno di Coca-Cola a favore della sostenibilità.  Inoltre, coinvolgendo le comunità locali, il progetto contribuisce allo sviluppo economico e sociale del paese in cui l’Azienda opera. Ekocenter sostiene anche il programma di Coca-Cola “5by20”, che ha l’obiettivo di emancipare 5 milioni di donne imprenditrici entro il 2020, offrendo loro accesso a competenze imprenditoriali, servizi finanziari e reti di sostegno”.

La mattinata di lavori si è conclusa poi con il confronto tra David Edwards, Assistant Director of HRH The Prince of Wales’s International Sustainability Unit e Gunhild Stordalen, Director di The EAT Initiative. Moderati dal neo Presidente di Global Alliance, Gregor Halff i due hanno dibattuto del ruolo della comunicazione per le agenzie internazionali. Secondo la Stordalen  è necessario “comunicare meglio in generale ma anche comunicare meglio le opportunità che si creano per le aziende in questo settore”.

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